EDNOS (Disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati)
Esistono diversi disturbi che non è possibile incasellare nelle definizioni diagnostiche tradizionali, ma che hanno una notevole consistenza, anzi si può affermare che la maggior parte delle diagnosi di DCA siano proprio di questo tipo.
La mancanza anche di uno solo dei criteri previsti per anoressia e bulimia, autorizza all’utilizzo della definizione di EDNOS. Ad esempio una persona che ha abbuffate meno frequenti delle due volte settimana per tre mesi, oppure che non adotti comportamenti di compenso, viene diagnosticata come EDNOS.
Particolare interesse clinico ha il BED (Binge Eating Disorder), cioè il disturbo da alimentazione incontrollata
BED
- Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata (abbuffata con senso di perdita di controllo);
- le abbuffate sono associate ad almeno tre dei seguenti sintomi:
- velocità nel mangiare
- mangiare oltre il punto di sazietà
- mangiare in solitudine
- provare disistima di sé, vergogna, depressione e colpa in conseguenza dell’abbuffata;
- grave disagio per l’alimentazione incontrollata;
- le abbuffate si verificano almeno due giorni al settimana per sei mesi
- non ci sono comportamenti compensatori
Le pazienti con diagnosi di BED possono essere obese.
Altri EDNOS
- Esiste un sottogruppo di pazienti anoressiche con mestruazioni regolari. E’ possibile che l’adattamento biologico alla denutrizione, consenta in alcuni casi, la regolarità delle mestruazioni; questo non diminuisce la gravità clinica e la terapia deve essere portata avanti seguendo gli stessi protocolli previsti per l’anoressia
- Esiste inoltre un altro sottogruppo di pazienti anoressiche con peso normale; può succedere in obesi che perdono molto peso con restrizione cognitiva o calorica. Semplicemente queste persone non vanno sottopeso perché il punto di partenza del dimagrimento era di obesità, ma i meccanismi disturbati di funzionamento sono analoghi a quelli dell’anoressia (eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e della taglia, autovalutazione legata al controllo ecc..). Queste persone non hanno i problemi fisici legati al sottopeso, ma hanno tuttavia una situazione estremamente complicata, perché si considerano “in successo” per la guarigione dall’obesità, ma sono governati dagli stessi meccanismi patologici dell’anoressia e sono riluttanti ad adottare uno stile alimentare equilibrato. A questo proposito, è utile accennare al fatto che il criterio del peso non può essere l’unico a valutare lo stato di salute della persone; un obeso può essere (e spesso lo è) malnutrito, in funzione del non equilibrio di apporto nutrizionale.
- Altro gruppo di EDNOS, è rappresentato da pazienti con tutti i criteri della bulimia nervosa, ma con frequenza di abbuffate inferiore ai due episodi per tre mesi. Anche in questo caso, il protocollo terapeutico è simile a quello della bulimia nervosa.
- Esiste un altro sottogruppo di persone che adotta comportamenti di compenso anche dopo abbuffate soggettive, ad esempio si induce il vomito dopo aver mangiato due biscotti. E’ evidente la gravità clinica , anche perché c’è una certa resistenza al trattamento.
- Un piccolo gruppo di persone adotta il comportamento del “mastica e sputa”, senza deglutire grandi quantità di cibo. E’ abbastanza raro; tecnicamente il fatto di non deglutire non consente di definire “abbuffata”; tuttavia il nucleo psicopatologico sottostante è quello tipico del disturbo anoressico con condotta di compenso.






