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Rassegna Stampa

Fitness. Obesity Day: il 10 ottobre tutti in piazza contro l'obesità

Prenderà il via con alcune iniziative la giornata nazionale di sensibilizzazione sui rischi che comporta questa grave patologia sempre più diffusa in Italia

Gazzetta dello Sport  7 ottobre 2014

 “Obesity Day: l’obesità la curiamo noi, insieme a te”: con questo slogan si apre la campagna 2014 con gli esperti fuori dai loro ospedali e vicini ai cittadini. In Italia sono circa un milione gli obesi patologici, ossia con un Indice di Massa Corporea maggiore di 35, e circa 500.000 gli obesi gravi, il cui IMC supera i 40 punti. Numeri davvero preoccupanti, dal momento che riguardano anche e soprattutto ragazze e ragazzi in età pre-puberale. L’obesità, ormai cosa nota, è una vera e propria malattia, in grado di compromettere la salute e incidere duramente sulla qualità e aspettativa di vita. Ma si può curare! E’ fondamentale, tuttavia, sapere come. Per intenderci, non sono sufficienti le tante diete, più o meno fantasiose, descritte sui vari periodici, soprattutto femminili.

VENERDÌ 10 OTTOBRE — Segnatevi questa data. E’ la Giornata Nazionale Contro l’Obesità. Per la prima volta, un team di medici di base, psicologi, nutrizionisti, pediatri, diabetologi, chirurghi ed ex pazienti incontreranno i cittadini a Milano, presso la Galleria del Corso, dalle 10.30 alle 19.00, per informarli su tutto ciò che riguarda l’obesità e le possibili cure. Ci spiegheranno come, l’approccio multidisciplinare che accompagna il paziente lungo tutto il suo percorso, sia l’unico approccio corretto per riappropriarsi della propria vita e salute. Un percorso che si articola attraverso nutrizione, attività fisica, gestione delle emozioni, controllo delle malattie correlate e, se proprio necessario, attraverso la chirurgia. Una iniziativa organizzata dall’associazione di pazienti, ‘Insieme Amici Obesi’, in collaborazione con gli specialisti del Gruppo Ospedaliero San Donato. “Attraverso la testimonianza di persone che sono riuscite a vincere la propria battaglia contro l’obesità - spiega Marina Biglia, Presidente dell’Associazione Insieme Amici Obesi - vogliamo dire a tutti coloro che sono in questa condizione che esistono cure efficaci e se ne può venire fuori. Questa giornata è l’occasione per dimostrare che l’obesità si cura, l’importante è sapere come fare e a chi rivolgersi.” “Usciremo dai nostri ospedali, perché vogliamo avvicinarci ai pazienti per rassicurarli sull’esistenza di una soluzione e per sensibilizzarli rispetto ai rischi complessivi per la salute legati all’obesità – spiega Alessandro Giovanelli, Responsabile dell’Istituto Nazionale per la Chirurgia dell’Obesità presso l’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano. È un percorso che richiede l’intervento di specialisti in diverse discipline mediche, ognuno impegnato a intervenire su un aspetto della malattia, sostenendo il paziente da ogni punto di vista”.

TERAPIA A 360° — Non a caso si parla di una patologia multifattoriale, che chiama in causa alimentazione, sedentarietà, fattori socio-ambientali, fattori psicologici e genetici. Di certo l’avere uno o entrambi i genitori obesi è il fattore di rischio più determinante per la comparsa dell’obesità in un bambino. Ma l’aumento così repentino del numero di giovanissimi obesi non può esser imputato solo alla predisposizione genetica. La situazione è molto più complessa. L’eccessiva alimentazione e sedentarietà, cause principali del bilancio energetico positivo, sono strettamente legate a fattori cognitivi, emozionali e relazionali, ormai precisamente identificati da numerosi studi fatti sull’argomento. Così, se nella prevenzione e nella cura dell’obesità non si può prescindere da un corretto regime alimentare e da una regolare attività fisica, occorre sempre ricordare che, per avere concreti e soprattutto definitivi risultati, si deve agire contemporaneamente su differenti fronti e in primo luogo sulla famiglia. Il bambino obeso è tale perché, quasi sempre, vive in una famiglia con stili di vita, rapporti interpersonali e comportamenti alimentari sbagliati.

SE IL BIMBO È CICCIOTTELLO — Innanzitutto perché secondo un’inchiesta made in USA, le mamme ritengono tale un ragazzino o ragazzina evidentemente obesi. In secondo luogo, e la questione è molto più importante, perché è stato ampiamente dimostrato che vi siano delle conseguenze sulla salute più o meno immediate. Più precisamente si è scoperto che, a breve termine, si possono avere delle alterazioni ortopediche, quali ad esempio, ginocchia ad x o piede piatto, ma anche neurologiche, gastroenterologiche ed endocrine, insulino-resistenza, ipertensione, diabete di tipo 2. A medio termine si sviluppano fattori di rischio cardiovascolare, a causa di elevate concentrazioni ematiche di colesterolo associate ad alti valori pressori; scarsa stima di se stessi e un alterato sviluppo psico-fisico. A lungo termine, arteriosclerosi, diabete, e aumento esponenziale di tutte le cause di mortalità.

MOVIMENTO — Dunque l’esercizio fisico, quando inserito in un programma differenziato, può risolvere buona parte dei problemi causati dalla sedentarietà e dall’eccessivo peso corporeo. Nel proporre un’attività fisica ai giovani obesi o con tendenza all’obesità occorre tenere presenti alcuni fattori. Il bambino, a causa del trasporto di una massa corporea maggiore, ha una frequenza cardiaca e pressione arteriosa più alte, un consumo di ossigeno più elevato, un superiore stress articolare, soprattutto a carico degli arti inferiori. A questi problemi si aggiungono poi quelli dovuti alla ridotta stimolazione del sistema nervoso, che si evidenziano in una deficitaria coordinazione, nella minore capacità di risoluzione dei compiti motori e nella rallentata capacità di apprendimento motorio. Fino all’età di sei anni il bambino deve praticare attività motorie di base, come correre, saltare, camminare, arrampicarsi e l’esercizio fisico deve essere quanto più possibile libero, ludico e spontaneo. Ma è lo stile di vita che deve essere totalmente cambiato: utilizzo dell’auto ridotto al minimo indispensabile, niente ascensore ma solo scale, poca tv e videogiochi, una dieta ipocalorica suggerita da uno specialista, cibo spazzatura, merendine varie e bevande zuccherate eliminati.

QUALI SPORT? — La regola base è trovare uno sport che piaccia e appassioni, altrimenti la sua pratica è destinata a fallire miseramente. Detto ciò, le attività più utili contro l’obesità sono le aerobiche, praticate inizialmente per almeno 45 minuti (per arrivare in seguito all’ora), con una frequenza di 2-3 giorni la settimana. Gli sport più indicati nel bambino obeso sono marcia, nuoto, ciclismo, sci di fondo, pattinaggio. Importante anche abbinare esercizi di tonificazione dei muscoli dorsali, addominali, arti inferiori e superiori. È opportuno considerare i problemi psicologici del piccolo obeso iniziando con programmi minimali per non scoraggiarlo.

Inoltre è fondamentale controllare la frequenza cardiaca durante gli allenamenti: non deve mai superare il 60% della frequenza cardiaca massima, che potete calcolare sottraendo gli anni del ragazzo a 220.

Mabel Bocchi

http://www.gazzetta.it/Sport-Vari/Fitness/06-10-2014/fitness-obesity-day-10-ottobre-tutti-piazza-contro-l-obesita-90665144378.shtml

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