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Ogni anno, grazie alla chirurgia dell'obesità, si salvano almeno 15.000 vite

Ogni anno, grazie alla chirurgia dell'obesità, si salvano almeno 15.000 vite

Ogni anno, grazie alla chirurgia dell'obesità, si salvano almeno 15.000 vite.
Ma di questo esercito i media non parlano. 


I media non sanno o fingono di non sapere che la ragazza morta per le complicanze di un intervento di chirurgia bariatrica é solo una donna che ha cercato di salvarsi la vita. Ma, purtroppo, non c’è riuscita.
E questa notizia mi riempie di tristezza. Ma ancor di più mi rattristano i giornali che riportano titoli orrendi “Muore per essere più magra”, "Muore per mettere un bikini" e ogni volta, anche da questi drammatici eventi, si otterrà sempre e solo la successiva spettacolarizzazione dell’obeso e la sua ridicolizzazione in trasmissioni televisive da saltimbanchi di infimo ordine, nel corso delle quali, una donna di 150 kg ballerà su un cubo, dichiarando al mondo di essere felice di essere grassa.
Quanti di voi le crederanno? Io no di certo. A ballare su quel cubo è solo la sua disperazione, è solo il suo grido di aiuto, è solo il suo desiderio di uscire dall’anonimato, di sentirsi viva. A qualsiasi prezzo.
Siamo soggetti a rischio altissimo, soprattutto su un lettino di sala operatoria. Con questi pesi siamo un rischio enorme per noi stessi, ma anche per il chirurgo che avrà la nostra vita fra le mani. Perché potremmo morire anche per una banale tonsillectomia. Il chirurgo combatte con noi, è un essere umano come noi, che ha sposato una professione estremamente impegnativa.
Siamo pazienti difficili, pazienti con mille patologie legate all'obesità e, pertanto, pazienti a rischio.
Ma sappiamo perché siamo su quel lettino. Sappiamo che siamo li perchè vogliamo vivere, sappiamo, perchè firmiamo un consenso informato, quali siano i rischi e le complicanze.
Non ringrazieró mai abbastanza il chirurgo che ha rischiato con me, che in sala operatoria ha lottato con me e mi ha ridato la dignitá che tutti meritiamo di avere.
Perchè dobbiamo metterci bene in testa che il rischio più grande è quello di vivere una vita da obesi: sarà una vita travagliata, più breve di quello che potrebbe essere e di certo non particolarmente felice.
Tutto questo ve lo dico perché non si creino allarmismi, non si creino fazioni fra operati e non operati, fra chi è favorevole e chi è contrario.
Non voglio si banalizzi e si sottovaluti l'intervento bariatrico, ma non voglio neppure sentirlo demonizzare.
Perché io so, e molti di noi lo sanno, che perdere 50 kg con la sola dieta è quasi una mission impossible: e cosa dobbiamo fare se vogliamo curarci allora? La risposta la sappiamo.
Siamo obesi. Ma non felici di esserlo. Ed è per questo che lottiamo ogni giorno. Con gli strumenti che siamo in grado di utilizzare.
Ed è per questa lotta che non dobbiamo più permettere di essere ancora derisi e non compresi. Non voglio più leggere questi titoli sui giornali, non voglio più che si muoia per obesità, ma, se mai malauguratamente dovesse ancora accadere, voglio che si legga “Muore per cercare di salvarsi la vita”
Perchè é per questo che entriamo in sala operatoria.
Marina Biglia
Presidente
Amici Obesi Onlus
https://www.facebook.com/amiciobesi/

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